Preso dall’immancabile senso di decadenza davanti allo specchio stamattina, ho cominciato a pensare alla mia vecchiaia.
Per me invecchiare è un pensiero ricorrente, quasi metodico. Ogni volta che faccio le scale penso a Giovanni Drogo e mi impongo di farle due alla volta. Lui diceva che il primo segnale della vecchiaia è fare gli scalini uno dietro l’altro, quindi… Ma quali sono gli altri segnali della vecchiaia?
Una volta pensavo fosse la semplice esternazione di alcuni pensieri tipo “Ma come se vestono sti freghini de oggi”, “Tanto è tutto un magna magna”, poi ho scoperto che sono rumore di fondo senza nessuna valenza statistica. I veri segnali, a parte quello di Buzzati che mi pare il più azzeccato degli esempi letterari (non ho letto ancora Proust, sorry), li individui in cose un pochino più sfuggenti.
Per gli uomini ce n’è uno decisamente indicativo: lo strappo a calcetto. Che poi, già il calcetto del mercoledì sera è di per sè un segnale, ma lo strappo ti mette inevitabilmente davanti la triste realtà: la percentuale d’acqua del tuo corpo è calata, e addavenì ancora la vera siccità!
Un altro più subdolo – e diciamo più avanzato, via – è la catatonia al 24h. Pare che in un certo momento della vita, si manifesti inspiegabilmente, anche in persone che hanno un ottimo rapporto con la tecnologia, una tecno-indisposizione acuta. Li riconosci dallo sguardo perso nel vuoto di una banconota da 20€ che rotea tra le loro mani in tutti e 4 i versi possibili.
Per le donne invece è facilissimo, c’è un segnale inequivocabile. Potete anche fare un test a casa, oggi stesso!
Aprite l’armadio e cercate un qualcosa di leopardato acquistato da Lei (regalatole non vale). C’è?
Ecco, sta invecchiando.
Tags: decadenza, leopardato, strappi, vecchiaia
5 giugno 2009 at 21:35
Io non ho ancora capito se preoccuparsi in anticipo (come stai facendo tu e come faccio io da parecchi anni) sia un modo per vivere al meglio quello che resta oppure la ricetta per restare ancor più delusi quando arriva la vera vecchiaia.
Boh, in ogni modo lo sapremo.
Carpe Master.
5 giugno 2009 at 23:32
Cape, la vecchiaia è una cosa seria e non comincia con le cosucce che dici tu.
Quando cominci ad avere difficoltà di concentrazione, memoria, attenzione e percezione (tipo quando guardi una cosa ma non la vedi), quando questi sintomi ed altri ancora si fanno più frequenti allora vuol dire che stai invecchiando.
Tu sei ancora troppo giovane, goditi la vita e non ci pensare, amico mio
6 giugno 2009 at 12:22
Cominci a diventare vecchio quando:
- devi chiedere favori a persone che odi
- prima di sputtanare qualcuno violentemente, esordisci con “E’ una cara persona, ma…”
- ti rendi conto che la cosa più importante nella vita è mangiare bene
Cioè, più che “diventare vecchio” si può dire “diventare adulti” ma nella sindrome da adolescenza protratta del ventunesimo secolo le due cose coincidono.
6 giugno 2009 at 12:43
P.S. sul leopardato troppo vero… ma aggiungerei anche quei foulard con sopra dei nodi marinari…
7 giugno 2009 at 14:10
Per le donne aggiungerei:
- gonna al ginocchio
- tacco medio
- borse coloratissime (in uno dei sette colori dell’arcobaleno)
- occhiale da vista alla moda
- capello alla spalla
- lampade a go go in qualsiasi stagione
…
e poi mi fermo sennò mi convinco di avere 50 anni, quando invece manca poco più di un mese ai 40.
7 giugno 2009 at 18:30
… qualcosa di leopardato nell’armadio?… che dunque usano?!
‘zz… allora a me piacciono vecchie!!…
Saluti
7 giugno 2009 at 19:43
@ Andrea: coetanee ti piacciono
8 giugno 2009 at 09:30
.. e leopardate ..
…
8 giugno 2009 at 14:04
Evitare di invecchiare fuori e dentro è il mio impegno costante, però mi impensieriscono molto di più i capelli bianchi, le stempiature e le rughe, ovvero il “fuori”.
Questo perchè io sono nato vecchio “dentro”: i cali di concentrazione li ho sempre avuti, sono sempre stato smemorato, ho sempre avuto bisogno di almeno 8 ore di sonno (davvero, sennò mi fanno male le ossa e sono incapace di intendere e di volere), e soprattutto dico che “è tutto un magna magna” da quando avevo 12 anni.
9 giugno 2009 at 11:43
Allora…io al calcetto del mercoledì sono arrivato. Ti puoi consolare sempre a stare a bordo campo e a far finta di essere il Mou(rinho) della situazione, sapessi quanti se ne vedono!
Per la donna leopardo (che fa molto Tronisti) ancora non so dirti, perchè mi manca l’armadio in cui guardare.
Stammi bene e non ti angosciare troppo, gli uomini sono come il buon vino
9 giugno 2009 at 12:29
Noto una curiosa (preoccupante?) convergenza con il pensiero da me espresso non più tardi di qualche giorno fa…
9 giugno 2009 at 13:44
controllato stamattina in sua assenza. Il leopardato c’è.
Fiuuuuuu
9 giugno 2009 at 13:45
Addenda.
Nel mio caso, sono film come Terminator Salvation che mi fanno sentire vecchio…. esco pensando che non ho più la forza di divertirmi con una minchiata del genere…..
9 giugno 2009 at 14:43
io dico ginocchia e calo della vista, ma per me la vecchiaia è solo qualcosa di corporeo per quello vorrei diventare un cyborg e vivere 3-400 anni.
sti scienziati però dovrebbero un attimo sbirgarsi invece di rompere solo le balle co le staminali embrionali che per carità, magari qualcosa ce tiri fuori pure, ma datte una mossa e usa il resto per inventare/scoprire.
ecco, poi a forza di bailout e cazzi e mazzi non avremo investitori in bio tech nanotech ecc per chissà quanto tempo sob, speriamo bene.