Inutile girarci intorno: installare Linux è uno di quegli atti informatici che fanno un po’ figo con amici e colleghi. (fa scacciafiga con le colleghe però)
In tanti si gettano, ad esempio, nel rutilante mondo di Ubuntu (african word to say: I’m not able to use Debian) installando nello sconfinato HD che si ritrovano una copia della versione 27.0.67.nightlybuild003.i386.64bit.laptop.iso
Una volta installato, a meno di non doverlo proprio usare per lavoro o perchè “cazzarola quel programma lo fanno solo per linux”, questo SO diventa una partizione inutilizzata, abbandonata peggio che un cane sull’autostrada.
La visibilità massima è raggiunta col capo ufficio mediante dimostrazioni su Beryl o Compiz che sia, o per far vedere che ci gira anche Firefox e OpenOffice. Per comodità, però, i nostri usano sempre WinWord [per colpa di tutto il resto del mondo che non capisce l'OpenSource, ovvio].
Gli concedono, al povero pinguino, qualche carezzina sul desktop e di tanto in tanto gli aggiornamenti, che non si sa mai… sempre che riesca a passare la ghigliottina del boot.
Non fa tenerezza vederlo lì, che ti guarda sognante, ridotto come un tamagochi qualsiasi?
Tags: linux, tamagochi
22 settembre 2009 at 09:43
Utilizzo Linux nella mia macchina da 3 anni senza effetti grafici. Utilizzo windows XP nel portatile del lavoro e lo uso dalla versione 95.
Linux non fa figo, linux funziona meglio. Sono un utente avanzato ma assolutamente non un nerd né un informatico: sinceramente non capirò mai il perché si debba pagare per una cosa che funziona peggio quando si può averla gratis..ps con i pc moderni tra l’altro potresti installare in macchina virtuale winxp e non notare alcuna differenza di prestazioni.
Nel mio caso il tamagochi è la copia di Vista(acquistato in bundle col pc, ladri) che non avvio da aprile..
22 settembre 2009 at 10:47
Io so solo che a me Linux (o meglio Debian) è quasi costato una figuraccia alla laurea quando decise che, non avendo per la fretta propriamente “ejected” la penna USB prima di estrarla dal PC del laboratorio per portarla in copisteria, mi meritavo di non trovarci più il file della tesi che avevo appena finito di copiarvici. Una carognata pignola che nessun Windows mi ha mai inflitto.
Inoltre, lo stack audio fa schifo, non si può sapere se un file è davvero un file o un’allegoria, non si possono creare applicazioni portable, e le UI di desktop managers e programmi si dividono fra quelle orride (palesemente progettate da programmatori nei ritagli di tempo) e quelle teoricamente funzionali ma che richiedono 150 ore di apprendimento per un software che userai se va bene 100 ore prima che esca la nuova versione (dico a te, “Awesome”).
Attualmente utilizzo una distro Linux solo quando ho bisogno di aircrack, e tramite VirtualBox.
22 settembre 2009 at 12:06
Credo che UNIX sia superiore, ma la distro migliore è Mac OS X, l’unico usabile
.
22 settembre 2009 at 15:25
Da quando sei diventato Maccartista, sei insopportabile…
Io ho installato Ubuntu (african word to say: why do I have to waste a lot of time to install Debian when I can use Wubi to install Ubuntu without creating a new partition?) per curiosità e, poco a poco, ho cominciato ad usarlo sempre più spesso fino a cambiare la gerarchia dei sistemi operativi nella schermata del dual boot.
Ubuntu è stabile, affidabile e ho cominciato ad usarlo anche per le cose serie senza alcun problema e, soprattutto, è gratis e gira su qualsiasi macchina, anche se plebea e assemblata in casa… ma voi fighetti radical chic che a sinistra hanno il pugno chiuso e a destra hanno la mela in mano certe cose proprio non potete capirle…
22 settembre 2009 at 20:37
il post comunque non riguardava il mac…
22 settembre 2009 at 20:40
Ma il tono usato è quello tipico dell’utente mac…
22 settembre 2009 at 20:52
Pallosooooooo
il post era su linux che viene installato e mai usato.
Io ce l’ho al lavoro e lo uso come server a volte, mi serve per calcoli un po’ più muscolosi… diciamo. Vero anche che da qando uso mac anche delle cose che erano relegate a linux le faccio tranquillamente senza virtual machine o server che sia.
Non volevo essere affatto spocchioso, ma sottolineare due aspetti della vicenda: l’ostilità intrinseca di linux (testimoniata dalle innnumerevoli distro) e la pigrizia dell’utente medio.
Tu non sei un utente medio, quindi zitto !
22 settembre 2009 at 21:05