Che l’Unione Europea abbia in parte fallito la sua missione di emancipare i suoi cittadini, come del resto qualsiasi altro progetto di grande respiro (vedi comunismo, cristianesimo etc…), è risaputo.
Lo si vede da mille dettagli importanti e non: la distanza degli europarlamentari dal territorio, la libera circolazione dei delinquenti, la burocrazia elefantiaca et similia.
Alcuni episodi però mi infastidiscono più di altri perché vanno a ravanare in aspetti della vita che dovrebbero essere lasciati alla libera scelta del cittadino.
Avevo sfiorato l’argomento a suo tempo parlando di breccino a norma e di accendini a prova di bambino (non trovo più il link) .
Ora sono costretto a risegnalare a voi e a me stesso che l’UE ne ha fatta un’altra delle sue.
Pare infatti che i ggiovani d’oggi non possano più liberamente sfasciarsi le coclee ascoltando musica (illegalmente scaricata) in cuffia.
Non sopra gli 80 decibel, dicono gli esperti.
Io non sono un fautore della musica in cuffia: ce l’ho, come tutti, ma la uso solo se costretto. La musica va ascoltata con un po’ d’aria, via!
Però se voglio diventare sordo so’ stracazzi miei, o no? Sta cosa mi ricorda tanto quell’atteggiamento di chi sostiene che il corpo non è tuo e bla bla bla.
Qual’è a questo punto l’intento del Legislatore? Vuole prendersi cura della nostra salute o vuole limitare la nostra libertà di essere sordi, di essere immuni alle tonnellate di immondizia mediatica e lessicale che ci riversano addosso tutti i santi giorni?
Mi fa paura una tale invadenza.
Tags: lettori mp3, libertà di non sentire, libertà individuale, UE, volume
29 settembre 2009 at 16:39
Da quel che ho letto il legislatore proporrebbe di settare il volume “di default” entro gli 80db, non di “limitare” il volume: alla stregua di un consiglio, insomma.
Poi se voglio sfondarmi le orecchie con “Orietta Berti Live” sarei liberissimo di farlo, e ci mancherebbe!
Riguardo all’invadenza di alcune legislazioni – di cui parlavi – (e qui potrei anche citare l’obbligo di mettere il casco esteso ai maggiorenni ed altre menate simili), dal punto di vista statale la motivazione è puramente economica: “x” persone quasi sorde significano “x*y” euro di spese sanitarie a carico di tutta la comunità (mediante le tasse).
Tutto questo – ovviamente – IMHO.
29 settembre 2009 at 16:40
PS: c’è un indicativo al posto di un congiuntivo, pardon: scrivendo in fretta…
30 settembre 2009 at 15:14
allora aboliamo il fumo
1 ottobre 2009 at 19:34
Bè, confermo, sono stato in Svezia da poco e la metropolitana era piena di cciovani con le cuffie a palla, ma proprio a palla, tanto che mi chiedevo come facessero a resistere.
Insomma, sò stato regazzino pure io, la musica a palla in cuffia era tanto bella, ma dopo un po’ mi faceva proprio male, dolore fisico.
Comunque, stabilire un limite di decibel a mò di consiglio non è un’invadenza, mica c’è un funzionario statale che ti rincorre e te lo ricorda 24 ore su 24. Lo dicono alla tv, lo scrivono sui giornali, al massimo lo vedi su un manifesto. Fine.
Mica ti multano.
1 ottobre 2009 at 19:53
è una questione di principio…
perchè per il fumo basta un avvertimento e non ti vendono le sigarette col bocchino mentre invece per il walk-man non basta?