E’ noto che le leggi limitano la nostra capacità di azione, ma non è altrettanto noto che peggiorano anche la nostra qualità di vita.
Prendete i Bar.
Tanti anni fa, quando ancora lo Stato non era intervenuto, il barista doveva calcolare accuratamente, per ogni giorno della settimana, il suo fabbisogno in cornetti. Se sbagliava in eccesso o andavano a male, o li vendeva vecchi e rinsecchiti il giorno dopo, con il rischio di perdere il cliente. Se sbagliava in difetto perdeva il cliente ritardatario.
Un danno economico in tutti i casi, determinato dall’inettitudine del barista stesso.
Questo meccanismo di sana concorrenza ha fatto si che i cornetti fossero sempre presenti e freschi, grazie alla formazione di baristi che sapevano interpretare le giornaliere oscillazioni del mercato della “colazione al bar”.
Poi un bel giorno arriva lo Stato sentenziando che i cornetti e paste devono essere conservati a temperature non superiori ai 6°C, altrimenti vanno a male.
Ora seguitemi.
Se il barista è furbo ordinerà molti più cornetti di quanto egli bisogni, perché tanto c’è il frigo che glieli conserva per 2/3 giorni con evidente danno per l’ignara clientela: a quella temperatura, vi sfido a capire se è fresco o no.
E poi, anche avvalendosi di un piccolo forno per i clienti più esigenti, il cornetto riscaldato è una vera merda: raramente ben cotto, o è moscio o carbonizzato. E son madonne, la mattina presto.
Per giunta, sta ricottura del cornetto, non è che sia poi così pro-ambiente.
Ricapitolando, con una sola legge lo Stato ha nell’ordine: favorito baristi che non sanno più il loro mestiere, penalizzato la lobby dei colazionari, immesso nel mercato una quota significativa di cornetti vecchi e innalzato il costo in CO2 di ogni singola colazione.
Clap clap clap.
Tags: bar, colazione, comincia a starmi sulle palle lo stato, global warming
8 dicembre 2009 at 00:34
“Lo stato”?
Perché non parli piuttosto de “Lo stato italiano di oggi”?
Mi sembra di sentire una di quelle ultrafemministe che nei ’70 per eccesso di zelo aggredivano verbalmente dei sedicenni inermi e vergini al grido di “Schifoso maschilista fallocrate!”.
8 dicembre 2009 at 10:55
@ Weissbach: beh, pensavo fosse più che chiaro il senso ironico di tutto il post.
Più in generale però, più il tempo passa più divento anti-stato, nelle sue forme più disparate.
Ho un grave problema con le autorità precostituite delle quale non vedo un senso logico e la necessità al perpetuazione. Se poi vogliamo contestualizzare, e credo sia anche giusto, allora sì: lo stato (minuscolo) italiano fa proprio cagare.
8 dicembre 2009 at 11:55
quanti errori…
Se il barista è furbo ordinerà molti più cornetti di quanto egli bisogni, perché tanto c’è il frigo che glieli conserva per 2/3 giorni
il cibo va a male anche nel frigo, a 6 gradi.
“quella temperatura, vi sfido a capire se è fresco o no.”
il barista che dà un cornetto freddo è un incapace a prescindere dalla legge.
“il cornetto riscaldato è una vera merda: raramente ben cotto, o è moscio o carbonizzato”
in un grill il cornetto lo brucia solo un incapace, e qui si ritorna all’incompetenza del barista che sta al di fuori dalla legge. Se proprio vuoi incolpare qualche legge, prenditela con la legge Biagi che ha creato generazioni di lavoratori a cui non frega niente di saper fare bene il proprio mestiere perchè sa benissimo che coi contratti a termine tra 3 mesi farà tutt’altro. Ma non è colpa del giovane lavoratore, è colpa di chi lo costringe a cambiare lavoro anche 10 volte all’anno. E quindi, di nuovo, del barista.
8 dicembre 2009 at 12:14
@ giovanni: di colpo capisco perché non vinceremo mai le elezioni.
Moretti sbagliava: non sono solo i dirigenti, so gli elettori che so cretini.
Che cazzo c’entra, qui, la legge Biagi?
10 dicembre 2009 at 20:04
e si adesso diamo la colpa a berlusconi anche dei cornetti…