{ capemaster }

il blog che una volta aggiornavo

Legge e baristi: ovvero perché lo Stato è inutile anzi dannoso.

E’ noto che le leggi limitano la nostra capacità di azione, ma non è altrettanto noto che peggiorano anche la nostra qualità di vita.

Prendete i Bar.

Tanti anni fa, quando ancora lo Stato non era intervenuto, il barista doveva calcolare accuratamente, per ogni giorno della settimana, il suo fabbisogno in cornetti. Se sbagliava in eccesso o andavano a male, o li vendeva vecchi e rinsecchiti il giorno dopo, con il rischio di perdere il cliente. Se sbagliava in difetto perdeva il cliente ritardatario.
Un danno economico in tutti i casi, determinato dall’inettitudine del barista stesso.

Questo meccanismo di sana concorrenza ha fatto si che i cornetti fossero sempre presenti e freschi, grazie alla formazione di baristi che sapevano interpretare le giornaliere oscillazioni del mercato della “colazione al bar”.

Poi un bel giorno arriva lo Stato sentenziando che i cornetti e  paste devono essere conservati a temperature non superiori ai 6°C, altrimenti vanno a male.

Ora seguitemi.

Se il barista è furbo ordinerà molti più cornetti di quanto egli bisogni, perché tanto c’è il frigo che glieli conserva per 2/3 giorni con evidente danno per l’ignara clientela: a quella temperatura, vi sfido a capire se è fresco o no.

E poi, anche avvalendosi di un piccolo forno per i clienti più esigenti, il cornetto riscaldato è una vera merda: raramente ben cotto, o è moscio o carbonizzato. E son madonne, la mattina presto.
Per giunta, sta ricottura del cornetto, non è che sia poi così pro-ambiente.

Ricapitolando, con una sola legge lo Stato ha nell’ordine: favorito baristi che non sanno più il loro mestiere, penalizzato la lobby dei colazionari, immesso nel mercato una quota significativa di cornetti vecchi e innalzato il costo in CO2 di ogni singola colazione.

Clap clap clap.

Tags: , , ,

5 Comments

  1. “Lo stato”?
    Perché non parli piuttosto de “Lo stato italiano di oggi”?
    Mi sembra di sentire una di quelle ultrafemministe che nei ’70 per eccesso di zelo aggredivano verbalmente dei sedicenni inermi e vergini al grido di “Schifoso maschilista fallocrate!”.

  2. @ Weissbach: beh, pensavo fosse più che chiaro il senso ironico di tutto il post.

    Più in generale però, più il tempo passa più divento anti-stato, nelle sue forme più disparate.
    Ho un grave problema con le autorità precostituite delle quale non vedo un senso logico e la necessità al perpetuazione. Se poi vogliamo contestualizzare, e credo sia anche giusto, allora sì: lo stato (minuscolo) italiano fa proprio cagare.

  3. quanti errori…
    Se il barista è furbo ordinerà molti più cornetti di quanto egli bisogni, perché tanto c’è il frigo che glieli conserva per 2/3 giorni

    il cibo va a male anche nel frigo, a 6 gradi.

    “quella temperatura, vi sfido a capire se è fresco o no.”

    il barista che dà un cornetto freddo è un incapace a prescindere dalla legge.

    “il cornetto riscaldato è una vera merda: raramente ben cotto, o è moscio o carbonizzato”

    in un grill il cornetto lo brucia solo un incapace, e qui si ritorna all’incompetenza del barista che sta al di fuori dalla legge. Se proprio vuoi incolpare qualche legge, prenditela con la legge Biagi che ha creato generazioni di lavoratori a cui non frega niente di saper fare bene il proprio mestiere perchè sa benissimo che coi contratti a termine tra 3 mesi farà tutt’altro. Ma non è colpa del giovane lavoratore, è colpa di chi lo costringe a cambiare lavoro anche 10 volte all’anno. E quindi, di nuovo, del barista.

  4. @ giovanni: di colpo capisco perché non vinceremo mai le elezioni.
    Moretti sbagliava: non sono solo i dirigenti, so gli elettori che so cretini.

    Che cazzo c’entra, qui, la legge Biagi?

  5. e si adesso diamo la colpa a berlusconi anche dei cornetti…

Load Times Plugin made by Ares Free Download