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il blog che una volta aggiornavo

Poetessa cyberpunk

Immaginate una ragazza del ’77 vestita un po’ come Cindy Lauper.

Immaginatela collegata a non so quanti dispositovi wireless, con microfoni dappertutto.

Immaginate le sue lunghe mani produrre suoni da qualsiasi oggetto gli capita a tiro.

Immaginate un concerto talmente intimo e caldo che vi pare piuttosto di aver ricevuto un regalo, non di aver partecipato ad un evento.

Ieri sera al Bronson c’era Imogen Heap, e posso dire con somma gioia che c’ero anch’io insieme ai miei due amori.

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6 Comments

  1. Fantastico! Io ero venerdì sera alla data romana al Circolo degli artisti. Condivido in pieno il tuo giudizo e mi compiaccio dell’idem sentire. Inoltre, m’è piaciuta molto la tua definizione tecnologica, che in effetti era ben presente (anche se non sono riuscito a sublimarla in una definizione come la tua, che ti ruberò immantinente!)

    P.s.: Allora le braccia ce le aveva lunghe davvero, non sembra solo a me!

  2. Ma che ci facevi al Bronson (uno dei più bei locali d’italia)…? Da Perugia non son mica due passi…!

  3. Appunto, son andato a vedere Imogen, l’unica Artista che possa stimolarmi a fare qualche centinaio di chilometri.

  4. Non era meglio Roma, allora?

  5. No, perché mia moglie e mio figlio potevano solo sabato. :)

  6. Si ma questo nome, Imogen… insomma mi sembra il nome di un lassativo. :D

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