Gli umani percepiscono il fluire del tempo in funzione del numero di ricordi che riescono a immagazzinare. In tenera età, periodo di formazione del nostro io e della percezione del mondo circostante, si forma una sorta di unità di misura del fluire del tempo, che inficierà tutte le valutazioni a venire.
Mi spiego meglio: i bambini, esseri capaci di ricordare persino TUTTI i nomi dei Gormiti e dei Pokemon, immagazzinano n ricordi in un anno e questa condizione cambia con l’avanzamento dell’età.
Mano mano che l’età avanza, quindi, sempre meno ricordi vanno a riempire l’unità di tempo.
Data la fissità della percezione del tempo postulata poc’anzi, è banale capire perchè ci si ritrova – sorpresi – in un bar a dire: “Cazzo, quest’anno è volato”.
1 aprile 2011 at 16:17
Non c’è niente da fare … Non ti rassegni proprio ad “invecchiare” come tutti i comuni mortali.
1 aprile 2011 at 23:02
a volte io mi fermo a dire soltanto “cazzo”, perché non mi ricordo nemmeno che è passato un anno
1 aprile 2011 at 23:16
Mortacci!
Non c’avevo mai pensato…
2 aprile 2011 at 09:52
Il guaio è che io mi ricordavo un fidanzato in più di quanti non ne ricordi ora.
Dottore, mi dica, è grave?
2 aprile 2011 at 18:14
@ simona: no, perdio, no!
@ p.s.v.:
@ wikiaquila:
@ Colez: e tu da do’ spunti? Nello specifico, no, non è grave. Secondo me anzo è positivo. Hai sempre una scusa plausibile per fartene un altro
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7 aprile 2011 at 21:21
A volte mi fermo al bar e penso…. e penso… e quindi dicevo… ma…
(maledetto Alzheimer)