{ capemaster }

il blog che una volta aggiornavo

Sull’amnistia

Caro Malvino,

la prima reazione alla lettura di questo tuo pezzo è stata sdegno, rabbia e una gran bestemmia contro la madre di Cristo.

Poi mi sono calmato, essenzialmente perchè scrivere fa defluire attraverso i tasti tutta il nervosismo – un po’ come quando si tocca un gatto no? – e alla fine è rimasta solo la razionalità di un netto rifiuto verso le tue argomentazioni. Che a guardarle bene non mi sembrano neanche tali, visto che non parli di nessuna riforma in particolare (ma qui forse ho colpa io, visto che nell’ultimo anno e mezzo ti ho letto sì, ma distrattamente).

Siamo appena riusciti a dimenticare (non digerire) l’indulto, anch’esso voluto e sbandierato come soluzione necessaria una tantum per risolvere l’emergenza umanitaria: un’amnistia non sarebbe capita…
Anche allora erano state promesse riforme che avrebbero dovuto cambiare la situazione evitando sovraffollamenti ed erano state avanzate anche ipotesi, se non erro, di nuove carceri e adeguamenti delle vecchie. Tutto questo è stato disatteso, se andiamo a guardare i numeri dell’emergenza.
Non voglio soffermarmi sul perché non ci si è curati della popolazione carceraria, le conosciamo tutti e mi sembra un argomento talmente vasto che ognuno di noi avrebbe i suoi responsabili e le sue soluzioni.

Un’amnistia ora significherebbe distruggere quel poco che è rimasto della coscienza legale italiana.
Uno stato come il nostro, immerso nell’illegalità che dilaga strisciando dall’asilo nido all’ospizio, non può uscire indenne da questa misura. Non succederà nulla di eclatante per carità, nessuna rivoluzione, nessun lamento violento.
Semplicemente avalleremmo il comportamento dei più, perché ai più non interessa il bene dei carcerati: fai due domande in strada…
Ai più interessa avere la certezza che nessuno giudichi le loro misere vite, non gliene frega un cazzo del sovraffollamento e dei suicidi.

Questi aspetti purtroppo non muovono neanche i potenti e mi spertico anche a dire che non interessano neanche i radicali: i radicali sono interessati alla vittoria della battaglia sul diritto, ad un po’ di visibilità che indubbiamente questi temi gli regalano. Parlavi di strumentalità no?

Non si può fare l’amnistia con la promessa di una riforma carceraria o con interventi sulla legge Giovanardi. Non in Italia, non in questo momento, a meno che gli interventi legislativi strutturali non siano realizzati prima. Abbiamo abusato della parola “emergenza”.

Anche tu sei perplesso sul provvedimento (per ragioni politiche) ma mi pare di capire a favore, e non ti chiedi che effetto abbia su tutta l’altra massa di individui non illuminati che vive attorno a te.
Un atteggiamento da radicale mi verrebbe da dire.

Da qui la gran bestemmia.

5 Comments

  1. Concordo!

  2. Concordo su tutta la linea…

    Se proprio siamo in vena di riforme, prima facciamo le riforme e poi si parli di amnistia.

  3. Caro Capemaster,
    mi pare di aver scritto che le ragioni umanitarie, almeno per quanto mi riguarda, sono secondarie. La questione è un’altra e secondo me richiede la presa d’atto di alcuni dati, peraltro largamente noti.
    La situazione carceraria italiana viola il dettato costituzionale e le convenzioni che l’Italia ha sottoscritto in sede comunitaria: la popolazione carceraria è del 140% rispetto alla capacità consentita, la pena in tali condizioni non rispetta le finalità poste dall’art. 27 della Costituzione, ci sono stati numerosi richiami della Ue all’Italia in tal senso, tempo e denaro mancano per costruire in fretta altre carceri. Che si fa? Lasciamo tutto com’è o cerchiamo una soluzione?
    Nel primo caso, fanculo alla Costituzione e agli impegni presi in sede internazionale: ci facciamo la figura dei barbari, ma vuoi mettere la soddisfazione che diamo a chi ritiene che un ragazzo pizzicato con 4 grammi di fumo debba marcire in carcere? Lasciamo tutto com’è, faremo contenti i padani che ritengono indispensabile il carcere per i clandestini. I detenuti in attesa di giudizio? Fanculo ad ogni garanzia: se ne avremo tenuto dentro qualcuno che poi risulterà innocente, gli chiederemo scusa, sperando che non capiti a noi.
    Nel secondo caso, dobbiamo fare in fretta a trovare una soluzione: in primo luogo, dobbiamo riportare la popolazione carceraria entro numeri tollerabili e, piaccia o non piaccia, non c’è altra soluzione che un provvedimento di clemenza; in secondo luogo, dobbiamo depenalizzare quei reati che portano in carcere individui che con questo tipo di carcere non possono comunque essere recuperati; in terzo luogo, dobbiamo pensare a un riforma strutturale della sanzione penale, trovando alternative valide alla detenzione.
    Mi rendo conto, tuttavia, che larga parte dell’opinione pubblica concepisca la pena come la giusta vendetta della società sul reo, sicché una detenzione che violi ogni standard del diritto la mandi in sollucchero. Qui dobbiamo decidere se assecondare questi istinti bassi ma robusti o rischiare di essere impopolari, metti caso si riesca a convincerne due o tre che in questo modo non si è mai data soluzione vera al crimine.
    “Non ti chiedi – scrivi – che effetto abbia [un'amnistia] su tutta l’altra massa di individui non illuminati che vive attorno a te”. Me lo chiedo, me lo chiedo, e mi do anche una risposta. Che è la seguente e, visto il tono del tuo post, vale anche per te: uscite dall’oscurità.
    Ti abbraccio, tuo

    L.C.

  4. Ciao Luigi.

    Grazie della risposta, un po’ meno per la chiusa, ma me ne frego: posso sopportarlo anche da te.

    Ero tentato di rispondere punto per punto, ma la pigrizia mi ha assalito.

    5 anni fa c’è stato un indulto.
    Cosa hanno fatto i radicali in questi 5 anni?

    PS Per me il carcere non è una vendetta della società ma il giusto epilogo per chi delinque: citando un radicale che supporta l’amnistia ” … il garantismo è il rispetto della legge e se la legge è sbagliata … “. Hai rischiato, cazzi tuoi.

  5. “in primo luogo, dobbiamo riportare la popolazione carceraria …; in secondo luogo, dobbiamo depenalizzare quei reati che portano in carcere individui”

    non sono assolutamente d accordo, perchè con la logica del “prima liberiamoli, poi togliamo le leggi che fanno finire in galera gente che non ha fatto niente”, alla fine, IN ITALIA, si finisce col fare solo la prima parte. Invertiamo l’ordine delle priorità, ovvero PRIMA depenalizziamo i reati relativi alla droga, POI, se dopo almeno un anno si vede che le carceri non si svuotano da sole dimezzando le cause che fanno finire la gente in carcere, si fa l’amnistia.

    “faremo contenti i padani che ritengono indispensabile il carcere per i clandestini.”
    questa è una balla sic et simpliciter: il reato di clandestinità è stato dichiarato illegittimo dalla corte di giustizia europea, e i magistrati italiani si sono adeguati prontamente facendo uscire in poche settimane tutti i clandestini incarcerati (ovviamente se l’unico reato commesso era l’essere clandestino).

Load Times Plugin made by Ares Free Download