Quando Cristiano, il mio bassista, emigrato a Londra e felice di esserlo mi ha detto che quella città è un altro mondo, non ho dato molto peso alle sue parole.
So che lui è una persona sensibile, spesso anche troppo, quindi ho sottovalutato (mea culpa) la sua opinione, derubricandola a “impressione-del-tipo-ora-sto-all’estero-che-schifo-l’Italia”. Non per scarsa fiducia nella sua capacità di giudizio, ma perchè anch’io quando sono stato fuori (USA) ho avuto questo atteggiamento di rigetto verso il mio paese.
Ma torniamo a Londra.
Circa due settimane fa, ho trascorso un lungo week-end nella capitale del Regno Unito consumando gran parte della suola della mie scarpe nuove: sebbene i trasporti siano molto efficienti (oltre che costosini) a Londra si cammina da morire. Come in tutte le grandi capitali infatti le distanze sono grandi nonostante capillarità del Tube.
In queste lunghe camminate ho avuto modo di respirare alcune differenze macroscopiche col nostro paese:
- Alle 8 di mattina, bambini dell’età di mio figlio, prendono tranquillamente la metropolitana e vanno a scuola. Io, che non mi considero troppo protettivo, lo accompagno e lo vado a riprendere tutti i giorni a 10 metri dal cancello
. - In metropolitana leggono tutti, dal bambino al pensionato. O libri o quotidiani. Stop. Niente inserti softcore. Una volta Cristiano mi ha detto che si vergognava a leggere l’inserto del Corriere della Sera perché era pieno di cosce e seni…
- Non c’è una notizia una sul Papa o sulla chiesa: non si sa se è vivo, morto, caga, parla. Niente. Che liberazione!
- Sulla stessa linea, i musei sono a ingresso libero, mentre le chiese sono a pagamento.
- Ultimo, ma non per importanza, non esiste un cartello pubblicitario che abbia una figa come testimonial. Ci sono solo cartelli per libri, film, spettacoli teatrali, musical. Ogni tanto qualche compagnia aerea, ma tutto molto sobrio. Un italiano la nota subito sta cosa…
Devo dire che l’ultimo punto mi ha impressionato più di tutti: essere bombardati di cultura invece che di topa o abbigliamento messo da tope, a mio avviso produce un effetto positivo sulla popolazione.
In conclusione, aveva ragione Cristiano. Quell’aria diversa che si respira fuori non è sempre abbaglio o esterofilia.
Il più delle volte è la reazione emotiva alla consapevolezza di abitare in un terzo mondo travestito da primo.
Tags: differenze culturali, Londra
13 ottobre 2011 at 10:50
Vabbè sul Papa è normale loro non è che hanno interesse…non sono cattolici ma Protestanti
13 ottobre 2011 at 11:57
@ sgarro: sì, giusto. Però gli americani, anche quelli protestanti, sono interessati alle dinamiche papali. Almeno quelli che ho conosciuto io.
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L’ho annoverato come differenza, perché in un certo senso ne ho sentito la mancanza. Ovvero mi sono accorto della leggerezza del non essere
13 ottobre 2011 at 15:36
hai scritto una cosa schifosamente bella, ma tranquillo, non è merito tuo quanto di ciò che hai de-scritto.
13 ottobre 2011 at 17:07
A proposito degli inserti softcore, non dimenticare però la ragazza della Pagina 3 di The Sun…
13 ottobre 2011 at 17:11
Non hai notato differenze tra la pulizia delle strade di Londra e quelle delle nostre città?
E le scritte sui muri ci sono, o Londra è linda è pinta come le città italiane?
13 ottobre 2011 at 20:53
@ Carolina: grazie cocca
@ Velenero: beh, The Sun non credo sia un giornale serio via.
@ Mauro: sì, ma questo ha uno scotto. Le case inglesi, o americane anche, non sono pulite come le nostre.
17 ottobre 2011 at 10:24
Visto che la cosa che ti ha impressionato di più mi interessa in modo particolare, riporto il link ad un blog che di questo si occupa da un pò, ritenendolo un nodo fondamentale della nostra “cattiva” cultura.
http://www.ilcorpodelledonne.net/
17 ottobre 2011 at 12:21
@ Simona: Hai visto ieri sera su LA7 la trasmissione In Onda?
C’era la Buongiorno che ha detto una serie di cose interessanti sulle donne e sulle quote rosa.
17 ottobre 2011 at 13:00
Purtroppo no. Mi hai fatto incuriosire, adesso mi documento.
21 ottobre 2011 at 11:50
Ciao, sono Cristiano, o meglio Jordan (da un po’ ho preso un nome inglese, mi aiuta con la carriera e poi “cristiano” dimostra quello in cui crede mia madre, non io. Jordan e’ in onore di Giordano Bruno, BTW
Un piccolo approfondimento sul caso “tetta in prima pagina”
Partendo dal presupposto che sono un amante del materiale in questione, ho trovato, dopo aver vissuto per un po’ a London e NYC, che i media italiani sono incredibilmente carichi di sessualizzazione. Non che non esista negli altri posti, ma la magnitudo del fenomeno e’ scioccante. E non te ne rendi conto se ci stai dentro.Un po’ come quando sei in palestra da un po’ ed e’ tutto ok, vai al bagno un momento poi torni e ti rendi conto che il posto puzza come il dentro di una all-stars.
Anyway
Nel mio viaggiare mi sono reso conto che la razza e la cultura sono elementi classificanti e distanzianti delle varie popolazioni. I vari gruppi etnici hanno pattern di comportamento dati dalla predisposizione genetica o da un tratto culturale che si esprimono in diverse aree della loro vita. Spesso anche nelle sfumature piu’ impercettibili, ma che se sommate, danno la totalita’ del carattere.
Che siate d’accordo con me o no, ritengo che effettivamente i popoli latini hanno il “sangue caldo”. Sara’ ‘o sole o ‘o mare, ma i mediterranei (o i sudamericani, per esempio) sono piu’ suscettibili all’eccitazione sia essa data dal sesso, dall’ira, dalla partigianeria.
Dopo gli anni che ho vissuto qui nella patria dell’ aplomb, mi fa sempre effetto vedere come gli italiani,generalmente, prendono fuoco per niente. Esattamente come i medio-orientali (di cui condividiamo i tratti somatici) l’ Italiano si lancia in melodrammi per tutto; e’ tutto BELLISSIMO o BRUTTISSIMO o TRISTISSIMO o FICHISSIMO e tutti gli altri aggettivi che finiscono in issimo. Questa tendenza, coniugata all’impossibilita’ di avere un dibattito tranquillo (leggete i blog, sono cosi’ permeati di odio latente che mi fanno venire i brividi) per una specie di ansia da alpha male, anche nelle donne, fa in modo che ci sia una turbolenza sociale alla base dei piu’ semplici meccanismi di interscambio. Quanto e’ difficile dire “non sono d’accordo con te” e non ricevere un tentato catechismo indietro? Se su tutto questo fuoco aggiungi la benzina del sesso, ottieni una nazione oppiata, scialba, cosi’ affaccendata a spruzzare o ricevere DNA da non curare cultura e lifestyle, innalzamento ideologico e caratura morale.
E’ con la coltura (non cultura) degli iracondi e dei viziosi che crei un sistema dove le masse si aggregano intorno all’uomo forte come tribu’ ed e’ facile creare lo scontro (da bar, per carita’, su un cappuccio e cornetto) tra masse aggregate intorno a omuncoli bravi a infiammare le partigianerie da salotto dei soggetti in questione.
E una delle ragioni per cui sono qui e NON ho alcuna intenzione di tornare (e quando torno ho delle serie difficolta’ a parlare con parenti e amici, alcuni esclusi) e’ che da quando i miei sensi non sono piu’ annichiliti ed estenuati, ho piu’ focus, vado piu’ lontano ottengo piu’ risultati.
24 ottobre 2011 at 08:36
@ Jordan: non mi aspettavo un tuo commento… e alla faccia del commento
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Che dire… condivido, specialmente sulla latinità e sull’estremizzazione emozionale. E’ un nostro grande limite, ma in certi casi, come nell’arte, un po’ meno.
Però sì, siamo in larga parte patetici.