Americani e strette vedute

Ecco cosa ho letto stamattina su Repubblica {giornale comunista per qualcuno 🙂 } su George Clooney. L’articolo, che potete leggere nella sua versione integrale cliccando qui, è tratto da una intervista che l’attore ha rilasciato per una rivista europea.

“Sono molto orgoglioso di chiunque si alzi per difendere ciò in cui crede, che sia una persona famosa o no”, ha dichiarato sottolineando come “vi siano stati commenti ingiusti pronunciati in televisione da moderatori di destra che vogliono distruggermi come attore”.

Clooney, che ha 43 anni, invita gli americani a viaggiare di più all’estero per comprendere di più altre religioni e culture, e quindi “come la fede sia così profondamente radicata fra gli abitanti della regione del Golfo persico”.

Secondo me il nostro dottore di ER ha centrato il problema, e io uso la sua frase per scrivere di un problema americano ma non solo: l’ottusità.
Gli americani, non tutti ovviamente, sono un po’ ottusi. O forse sarebbe meglio dire che non hanno per niente ampie vedute. Se sei diverso da loro ti guardano un po’ storto…

Sono un po’ bigotti e non accettano le differenze. È inutile che si definiscano the land of the free, non lo si è affatto negli USA. Intimamente hanno uno spirito mooolto xenofobo e solo di facciata sono per le pari opportunità.

Come dicevo prima, non tutti sono così, ma garantisco per esperienza personale, che questo problema esiste davvero, in moltissimi campi spaziando dalla religione al colore della pelle dalla politica al tipo di macchina che guidi.

Come da noi. O forse anche peggio…

Benvenuti

Ho deciso di crearmi un sito tutto mio (at last!), e volevo che avesse molte funzionalità.
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Volevo qualcosa di sobrio e di elegante, che mi permettesse un aggiornamento facile e magari anche velocissimo. E mi piace anche l’interazione…

Allora ho pensato “Perchè non blog?”.

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Per i primi giorni il tutto sarà un po’ spoglio, datemi tempo. Discuteremo parecchio e ci terremo compagnia, è una promessa… cercherò di aggionarlo tutti i giorni, compatibilmente con i miei impegni di lavoro.