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il blog che una volta aggiornavo

3 maggio 2011
by capemaster
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Fermiamo i genitori (taluni)

Degli INVALSI scrissi tempo fa…

Questionavo sulla loro difficoltà per gli studenti italiani e su una sfumatura politica che ci stava bene.

Questi test stanno tornando alla ribalta grazie a questa iniziativa qui.

Leggete e allibite.
Vi fornisco qualche passo incredibile:

Ogni insegnante segue uno stile di insegnamento personale e svolge le attività che ritiene più opportune ed efficaci, la ricchezza della scuola sta proprio in questa diversificazione delle esperienze e nella collaborazione tra insegnanti,

Ah certo: così tutto deve essere affidato alla buona volontà dell’insegnante.
E a chi non è permesso usufruirne?
Se non posso mandare mio figlio dall’insegnante bravo perchè è lontano o la classe è piena?
Se costa troppo mandarlo in quella struttura?
Il minimo sindacale deve essere garantito, in termini di preparazione ovviamente.

E ancora:

La procedura di sottoporre tutti gli studenti a questi test per gestire i dati di una gigantesca anagrafe che permetta di distinguere scuole e magari anche insegnanti di serie A o B è un attacco alla scuola pubblica democratica, alla scuola pubblica aperta e pluralista dove tutti abbiano gli stessi diritti e ciascuno possa sperimentare il suo personale percorso di apprendimento: la scuola di tutti e di ciascuno.

Ma su che pianeta vive sta gente? Non lo sanno che in tutto il mondo viene valutato in questo modo il grado di preparazione? Non sanno che quando si parla di confronto tra prove scolastiche si parla di testi INVALSI like?

La mancanza di criteri oggettivi di merito o non merito ha fatto di questo paese quello che conosciamo. E tutto questo dal ’68 in poi è stato acuito trasformando idee democratiche in garanzie per tutti, anche per chi non le merita, insegnanti compresi.
Criteri che devono essere e possono essere discussi nel merito, ma dio santo… la solita battaglia del cazzo che invalida mille altre lotte giuste.

Poi sta gente è quella contro il nucleare (come me) e contro la privatizzazione dell’acqua (come me)…
Come possiamo essere presi sul serio????

27 aprile 2011
by capemaster
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Papiarca

Circa tre anni fa scrivevo questo post.

Sono proprio andato a cercarlo, perchè mi ricordo che ebbi una brutta sensazione scrivendolo… un po’ come quella che ho adesso. Solo che adesso, essendo più vecchio, ho lo stomaco più sensibile e mi scappa da vomitare.

Già faccio fatica ad accettare che esista chi lo vota, figuratevi come potrò sentirmi nel momento in cui si leveranno applausi e fischi (perchè ci saranno anche i fischi, spero) quando il Presidente della Camera di turno leggerà l’ultimo pizzino necessario che consegna il Quirinale nelle mani del Cainano.

Berlusconi non è un uomo da Quirinale.
Non è mai stato includente, accomodante, pacificatore. Ha sempre cercato  – riuscendoci – di dividere e imperare, offuscando e smantellando ogni senso di dialogo costruttivo. L’uso reiterato della parola comunista, come disvalore, esemplifica il rispetto che ha dell’altro. Oppure la considerazione che dimostra per la cosa pubblica.

Mi ripeto dopo tre anni: che cosa ho fatto di male per meritarmi tutto questo?

1 aprile 2011
by capemaster
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Teoremi

Gli umani percepiscono il fluire del tempo in funzione del numero di ricordi che riescono a immagazzinare.  In tenera età, periodo di formazione del nostro io e della percezione del mondo circostante, si forma una sorta di unità di misura del fluire del tempo, che inficierà tutte le valutazioni a venire.

Mi spiego meglio: i bambini, esseri capaci di ricordare persino TUTTI i nomi dei Gormiti e dei Pokemon, immagazzinano n ricordi in un anno e questa condizione cambia con l’avanzamento dell’età.

Mano mano che l’età avanza, quindi, sempre meno ricordi vanno a riempire l’unità di tempo.
Data la fissità della percezione del tempo postulata poc’anzi, è banale capire perchè ci si ritrova – sorpresi – in un bar a dire: “Cazzo, quest’anno è volato”.

5 marzo 2011
by capemaster
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Treni persi

…will award a prize of one thousand Euro to the best presentation whose  first author will be a scientist below 35 years….

Hai dai 19 ai 32 anni? Puoi fare un Tirocinio all’Estero!

…età inferiore ai 35 anni alla data di scadenza del concorso…

E la mia mente va a Renzi, il rottamatore mascherato da tipo in gamba. Che salame.
Ora capisco  “i vecchi” quando sostengono che l’età non è un valore di per se.
Perchè fa male sentirsi ai margini.

Un po’ come al concerto del gruppo preferito: arrivi presto e ti posizioni in terza fila… poi inizia il pogo e non capisci come mai ad un certo punto la chitarra è diventata un benjo. E sei a quindici metri dal palco domandandoti quando e come hai fatto ad allontanarti dal tuo posto al sole.

Da lontano è vero, si vede di più (con meno dettagli però). E se il fonico non è cretino, si sente anche meglio. Il fatto è che  vuoi stare nell’arena, sudare insieme agli altri e far sentire a tutto il mondo che poi cantare più forte di tutti. Ma una sorta di pigrizia ti prende, uno spirito conservativo… la mentalità del critico ha il sopravvento e pensi che tutto ciò sia puerile ed eccessivo.

Nel giro di pochi minuti passi dall’euforia dell’”io c’ero” a ” gioventù bruciata”.

Non credo di essere solo nel constatare il mio stato di libero numero in semilibero stato; generazioni prima di me si sono sentite così. Di certo anche le future lo faranno, magari con metafore sociali differenti…

Razionalizzo e mi impegno a capire, è in parte il mio lavoro… ma c’è una domanda alla quale non riesco a dare una risposta.

Cosa ci fa sentire speciali solo un attimo prima di tutto questo?

5 marzo 2011
by capemaster
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Poi si lamentano

Perchè uno come Grillo lo chiama Morfeo.

Non vi pare un morto di sonno?

E della Hack vogliamo parlare?

Una che dice che i privati italiani devono investire di più in ricerca… e poi c’era la marmotta che confezionava la cioccolata.

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