Quote clima
Tanto se poi non rispetteremo il patto per l’ambiente, ci faranno le multe, come per le quote latte.
I soldi per pagarle li avremo?
Eccerto!
Basterà tagliare i fondi per la ricerca.
Tanto se poi non rispetteremo il patto per l’ambiente, ci faranno le multe, come per le quote latte.
I soldi per pagarle li avremo?
Eccerto!
Basterà tagliare i fondi per la ricerca.

Oggi è il 15 ottobre e si parla d’ambiente. In tutto il mondo.
Se ne parla anche qui oggi.
Un po’ a latere, ma se ne parla.
Ho pensato a lungo all’argomento e al taglio di questo post: tecnico, nostalgico, arrabbiato. Alla fine mi sono deciso per il disilluso.
Trovo imprescindibile – soprattutto in Italia e in questo momento storico – parlare di ambiente senza parlare di politica.
In Italia c’è un partito, il partito del Sòla che ride, che fa dell’ambiente e della sua salvaguardia la propria bandiera politica.
Innanzi tutto trovo veramente patetica l’esistenza di un movimento ambientalista. Come dire, “a noi interessa l’ambiente e a voi no”, oppure “noi abbiamo la Verità”. Falso. Tutti siamo interessati all’ambiente.
Il problema è che l’ambiente, in un sistema economico capitalistico-consumistico, non è una business opportunity, ma è piuttosto un ostacolo.
Odio dire così, va contro il mio modo di pensare il futuro, ma credo sia l’unico modo per salvare il salvabile.
La ricchezza ambientale dell’Italia è sotto gli occhi di tutti, data la nostra varia orografia e le differenze climatiche. Il che significa che una politica ambientale in Italia non può essere unica o generalizzata: cioè che è adatto per il Piemonte non lo sarà al 100% per la Sicilia. Il giorno che razionalmente ci metteremo a pensare di salvaguardare l’ambiente – e spero che sia vicino – ne faremo un mercato. Solo il mercato può dare risposte adeguate al nostro patrimonio ambientale.
Fino a quel giorno, le invettive dei vari Pecoraro Scanio, saranno solamente lamenti di chi non sa fare altro che criticare senza proporre reali soluzioni.
Finalmente una bella iniziativa pro-ambiente che parte da internet e si prefigge di usare i blog al meglio delle loro possibilità.
Con dei post e con delle discussioni.
Il prossimo 15 ottobre siamo tutti invitati a parlare dell’ambiente.
Io di certo lo farò.
In attesa di commentare la Finanziaria 2007, leggo su Bloggoverno un post di Tsplus sul Co-Housing. Vi rimando al suo articolo per sapere in dettaglio.
Quello che io ne estrapolo in temini politici è che questo governo sta facendo qualcosa per l’ambiente, e forse anche nella giusta direzione.
Ma, come sempre c’è un ma, non basta.
A mio modesto parere il Governo, proprio ora che gode (non ci credo mentre lo scrivo) del suo massimo orizzonte, dovrebbe varare delle misure volte a creare un mercato dell’ambiente.
Il mio è un discorso meramente utilitaristico: visto che non ce la facciamo ad imporci di fare qualcosa per l’ambiente in quanto tale, voglio che sia creata una convenienza per chi si faccia carico del problema.
Ma non una covenienza tipo sgravio sulla tassa dello smaltimento dei rifiuti perchè i bravi cittadini riciclano vetro, plastica, carta e organico (io lo faccio e alla fine dell’anno risparmio circa 30 euro), ma un guadagno vero, una possibilità speculativa. [Speculativa è usato in senso buono.]
Poi certo si porrebbero altri problemi, ma almeno ci troveremmo con un mercato inesplorato e virtuoso per il pianeta.
La perfezione non è di questo mondo.
PS un anno fa l’espressione “Mercato dell’ambiente” mi faceva rabbrividire, ora credo sia l’unica vera soluzione. Bisogna fare i conti con il sistema che ci siamo dati.