gen 10 2008

Un po’ di onestà intellettuale signor Grillo

Non leggo Beppe Grillo. Per sfregio l’ho anche slinkato molto tempo fa (muhuhahaa).

Via Francesco e Dario scopro questo link (che tutti dovrebbero leggere e stampare per dare ai grillini sparsi per la penisola).

E allora cedo alla tentazione e digito il suo indirizzo sul browser.

Il post odierno è allucinante: “Il Pecoraro Espiatorio” [no, non lo linko].

Infila una serie di colpevoli: Bassolino, Jervolino, imprese del nord, giunta regionale, ASL e chi più ne ha ne metta.

L’unico che è degno di essere salvato è lui: Alfonso Pecoraro Scanio. Il ministro dell’Ambiente. Ex ministro dell’Agricoltura. Il capo dei Verdi. Quello dello “zero tecnico” nelle sementi OGM. Quello che boccia se stesso. Quello dell’etanolo. Quello che ha il blog sulla stessa piattaforma sua e di Di Pietro. Quello che ha il fratello in parlamento.

Ognuno ha la sua casta, più o meno presentabile.

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set 16 2007

Beppe Grillo ha detto Sì

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In pratica saranno sempre le stesse banane su per il culo.

Però queste avranno il bollino, vuoi mettere?

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set 16 2007

Movimenti medi

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E così, alla fine, dopo mesi che mi tengo alla larga da certi argomenti, non posso fare a meno di scrivere un post un po’ più “politico” e dire la mia – seppure sia una opinione di bassa lega – sulle ultime nuove della politica.

Ho un amico che non ha i “movimenti medi”. Mi spiego: è bravissimo con computer, transistor, musica, sa aggiustare praticamente qualsiasi cosa; uno che con le mani e con i “movimenti piccoli” ci sa fare. Poi è anche bravo a compiere gesti atletici di un certo livello: salta benissimo, corre molto forte, ha il passo lungo…
Quello che gli manca sono i movimenti medi, appunto.
Posto davanti a certe situazioni, che sono soprattutto quelle dove l’istinto conta di meno, perde i suoi talenti e risulta goffo. Fa fatica a trovare una moderazione, una misura.

Pensavo a lui quando leggevo il giornale davanti al cappuccino caldo; pensavo a lui e all’Italia.

Anche l’Italia non ha i movimenti medi: è presa tra la morsa della seducente, frizzante antipolitica demagogica di Beppe Grillo (il mio comico preferito, sia chiaro), e la triste, immobile stitichezza della Casta.
Di fronte a questi due poli d’attrazione, che potremmo anche chiamare due “visioni della politica” o due” soluzioni per il problema”, persone come me, che si sforzano di trovare il loro “movimento medio”, sono completamente spiazzate. [c'è anche una terza visione su piazza, quella Teocratica, ma non ne voglio parlare, oggi]

Da una parte il sentimento anti-politico, il Lato Oscuro, è forte, richiama tutta la rabbia scaturita da anni di immobilismo.
Dall’altra, il rifiuto per soluzioni estreme, mi porta a non essere così distante dal giudizio che la stessa Casta fornisce sul disagio crescente.

Il tutto ha la sua genesi, a mio avviso, tra il conflitto irrisolto tra destra e sinistra, gabbie ideologiche che ci siamo costruiti nel secolo scorso. Le due categorie hanno imbastito un clima di delegittimazione reciproca che viene traslato a qualsiasi altra dicotomia, come ad esempio quella tra politica e anti-politica.
Il tutto, alla lunga, crea disaffezione verso la cosa pubblica e la sua amministrazione e finisce inevitabilmente per dare nutrimento a personaggi che hanno la soluzione in tasca.
La voglia di Duce non s’è mai sopita, non ve ne siete accorti?

Il movimento medio, quello elegante, aggraziato, moderato, non istintivo e ragionato – attenzione, non parlo di democrazia cristiana – è probabilmente il pensiero liberale.
Che ha due grossi difetti: è un sacco faticoso e – peggio che mai – ti porta a pensare con la tua testa.

E la storia insegna che agli italiani, pensare con la propria testa, non è mai piaciuto un granchè.

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set 9 2007

Due parole sul V-Day

Il vaffanculo se lo merita il pifferaio Grillo.

Ha oscurato la vera notizia dell’8 settembre: i miei sei anni di matrimonio.

Vaffanculo.

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giu 17 2006

Le motivazioni di Grillo

In questi giorni tre blogger che stimo parlano di Beppe Grillo (no, lui non lo linko).

Ne parlano maluccio, come del resto gran parte della blogosfera.
A me Grillo come comico piace: fa ridere, è buffo. Come blogger-politico è diventato troppo populista e demagogo. Da come scrive traspare la personalità incazzata con tutti e con tutto.
Il suo stile non mi piace più, m’ha stancato. E lo trovo veramente di bassa lega certe volte. Non riesco manco più a leggerlo.
I più attenti si saranno accorti che l’ho slinkato da mesi e dentro il mio SAGE, manca da molto più tempo.

Eppure all’inizio m’era sembrato volesse veramente fare qualcosa di serio col blog. Le denunce che faceva mi sembravano autentiche (da un punto di vista di “sentire”). Dico tutto questo perchè leggendo altre persone, altri blogger, persone che ad esempio frequentano queste pagine, trovo altre motivazioni rispetto a quelle del comico genovese. Trovo l’interesse collettivo e il disinteresse personale, trovo la voglia del confronto. Che confronto può avere lui con 1500 commenti e con gente che dice “Primo” o scassa col s i g n o r a g g i o o che lo tratta come una divinità azteca.

Le sue motivazioni insomma sono le nostre?

Io credo di no, noi siamo più veri.
PS: Una cosa però bisogna concederla Beppe Grillo.
Lui dice sempre che se un comico fa queste cose e parla di politica non viviamo in un paese normale.
Appunto.

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