Sciacalli incorreggibili
Eluana è morta.
Ora scatterà il facile sciacallaggio cattolico, come sempre. Sono bravissimi a fare i martiri.
Lo faranno dapprima con la voce grossa, con parole come “assassinio”, “omicidio”. Poi passeranno alle maniere subdole, quelle che più si confanno a gente di tal risma.
E allora la clinica “La Quiete” chiuderà. Forse per crack finanziario, o per incompetenza della dirigenza. Una qualsiasi altra scusa strumentale andrà bene.
Poi, in preda al più becero trasformismo, indagheranno sull’anestesista. Prima “fate almeno qualcosa per la sofferenza, nel nome di dio!”, poi, nel caso lo si fosse fatto… cazzi vobis, nella lingua ufficiale.
Faranno di tutto loro.
Loro, i bravi e misericordiosi, quelli che adesso dicono che il padre di Eluana è un assassino, quelli che chiudono gli occhi sulle pratiche sotterranee di eutanasia da loro stessi praticate, quelli che se il prete trapana il culo di tuo figlio devi chiamare il vescovo e non i carabinieri.
Loro, gli sciacalli incorreggibili.
Non conosco nessuna frase adeguata per inquadrare queste vestigia di evoluzione. Questi rimasugli di superstizione e fanatismo. Questi evangelizzatori fascisti che si sentono bene solo se ti convincono che vivere nella loro merda è la cosa più bella del mondo. Che si industriano come api per rendere la vita degli altri miserabile come la propria. Che si metestasizzano come un cancro nei posti di potere ed hanno anche la faccia di farti la morale.
Ma un giorno, invece di dedicarsi con tanta solerzia alle frasi delle sacre scritture che più fanno comodo al momento (un vangelo pret-a-porter, diciamo), capiranno – oh se lo capiranno – che non durerà più di tanto.
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