mar 3 2010

Dialoghi interiori

Leggendo le incredibili parole dello Schifani, mi sono interrogato su come la penso in merito a Forma e Sostanza.

Ho subito ricordato la reintroduzione (facoltativa) della messa in latino e di come sia ridicolo pensare che una lingua diversa possa rendere un rituale più vero.

Poi, ho pensato al mio gusto estetico e mi sono reso conto che stavo scrivendo da un iMac.

E ci sono altri esempi, sicuramente meno simbolici, che possono aggravare questa mia discrasia.

Quindi, il mio sentimento verso l’eterna lotta tra Forma e Sostanza è sostanzialmente altalenante; insomma dipende dalla situazione, dal contesto, dalla materia.

Oddio! Sono di centrodestra?


gen 4 2007

L’isola dei pinguini

Questo post è dedicato a nullo.

La copertina del libroL’isola dei pinguini è un fantaromanzo scritto nel 1908 da Anatole France (premio nobel per la letteratura, mica pizza e fichi) e messo all’indice dalla Chiesa Cattolica insieme a gran parte delle opere di suddetto autore negli anni venti del secolo scorso.

Il romanzo, che come sotto titolo ha la sibillina frase “Storia fantastica e funesta delle miserie d’Occidente”, inizia con un errore di evangelizzazione compiuto da un vegliardo e quasi cieco monaco, padre Mael, che scambiata una colonia di suddetti uccelli per una gruppo di uomini li battezza.

In seguito a questo evento si tiene una riunione in Paradiso tra vari Santi e il Signore stesso. L’argomento del contendere è: il battesimo dei pinguini è valido?

Molti pareri si fanno avanti, ma prevale l’idea che la forma è sostanza (soprattutto nei riti religiosi) e quindi il battesimo è valido. [qui nullo dovrebbe capire la dedica]

Se il battesimo è valido quindi, i pinguini non potranno fare e meno di ignorare la loro anima e tutte le disposizioni che questo onere comporta.

Per non rovinarvi il gusto della lattura, non parlerò delle vicissitudini particolari, ma dirò solamente che è splendido seguire i pinguini (parzialmente trasformati in uomini per intercessione di nostro Signore) scendere verso la corruzione, la vergogna, l’inganno, la scoperta del diritto etc…

Scritto come un saggio storiografico, con il giusto distacco dello storico, questo libro è uno dei più divertenti che ho letto, specie se ad un certo punto ci si pone la domanda (alla quale ognuno deve trovare una sua risposta):

la sete di potere, l’avidità, l’invidia, la menzogna… sono frutto di che cosa?