Liberi di diventare sordi
Che l’Unione Europea abbia in parte fallito la sua missione di emancipare i suoi cittadini, come del resto qualsiasi altro progetto di grande respiro (vedi comunismo, cristianesimo etc…), è risaputo.
Lo si vede da mille dettagli importanti e non: la distanza degli europarlamentari dal territorio, la libera circolazione dei delinquenti, la burocrazia elefantiaca et similia.
Alcuni episodi però mi infastidiscono più di altri perché vanno a ravanare in aspetti della vita che dovrebbero essere lasciati alla libera scelta del cittadino.
Avevo sfiorato l’argomento a suo tempo parlando di breccino a norma e di accendini a prova di bambino (non trovo più il link) .
Ora sono costretto a risegnalare a voi e a me stesso che l’UE ne ha fatta un’altra delle sue.
Pare infatti che i ggiovani d’oggi non possano più liberamente sfasciarsi le coclee ascoltando musica (illegalmente scaricata) in cuffia.
Non sopra gli 80 decibel, dicono gli esperti.
Io non sono un fautore della musica in cuffia: ce l’ho, come tutti, ma la uso solo se costretto. La musica va ascoltata con un po’ d’aria, via!
Però se voglio diventare sordo so’ stracazzi miei, o no? Sta cosa mi ricorda tanto quell’atteggiamento di chi sostiene che il corpo non è tuo e bla bla bla.
Qual’è a questo punto l’intento del Legislatore? Vuole prendersi cura della nostra salute o vuole limitare la nostra libertà di essere sordi, di essere immuni alle tonnellate di immondizia mediatica e lessicale che ci riversano addosso tutti i santi giorni?
Mi fa paura una tale invadenza.






