La Laicità… un falso problema
Ogni tanto penso che uno dei veri problemi dei nostri tempi siano le parole. Le prendiamo (quando non ci sono ce le inventiamo) e le ripetiamo fino allo sfinimento facendogli perdere completamente senso o facendogliene acquisire uno che senso non ha.
Negli anni dell’ingresso nell’euro la parola magica era Europeismo. Quante idee, suggerimenti utili o dibattiti sono stati cancellati dalla temibile accusa di “antieuropesimo”?. L’anatema ha protetto meglio di uno scudo spaziale la drammatica produzione di una Costituzione più alta del Cucchiaio d’Argento (e probabilmente meno utile) ritirata anzitempo dalle gare di popolarità prima che venisse bocciata ovunque, una burocrazia folle che si dedica alle misure delle zucchine e non alla costruzione di un qualcosa che sappia anche lontanamente di Europa prima che qualcuno potesse dire… “Europeista si… ma di quale Europa?”.
Gli esempi potrebbero essere molti ed il più eclatante è la triste fine della parola “Liberale” che ormai ha perso ogni suo significato e può essere utilizzata ad uso e consumo del sostegno di una qualsiasi tesi.
La parola magica della quale vi voglio parlare in questo spazio gentilmente concesso da Capemaster è però “Laicità“”.
L’uso e l’abuso di questa parola vede le sue origini nel corso del dibattito sul referendum per la Legge 40.
E’ in quel momento che un paese di bestemmiatori, di iperdivorziati, mangiapreti, poligami come l’Italia, un paese che ha un debito pubblico da spavento, un sistema industriale arretrato, un modello assistenzialista che arranca ed un milione di altri problemi capì qual’è il suo vero e più importante problema: LA LAICITA’.
Di colpo le dichiarazioni di Ruini hanno avuto un peso superiore a quelle rese dopo il Summit USA-URSS degli anni ‘80. In un batter d’occhio ogni problema era riconducibile alla fastidiosissima ingerenza clericale ed il 75% degli Italiani venne identificato come un branco di decerebrati che non decidono nulla senza consultare le sacre scritture e senza averle incrociate con le dichiarazioni del Sommo Pontefice. Un gruppo di maestri dei buchi nell’acqua decise anche di farne il nucleo originario del proprio progetto politico, il verbo in cui identificarsi. Il flop di consenso non è stato sufficiente a rimettere la parolona al posto corretto della scala delle priorità. La Laicità è un problema. Per alcuni è diventata elemento discriminante per l’ingresso nel sacro gotha dei liberali. Una delle 1.800 prove da superare per avere l’agognata patente e poi che ci frega se lo stato sociale avanza…
Tutto questo per dirvi cosa il sottoscritto (ateo) pensa della laicità: E’ un falso problema.
1) Da liberale preferisco vincere la battaglia delle idee piuttosto che zittirle.
2) La mia voglia di intelligere mi fa pensare prima al contenuto di un’idea e dopo a chi l’ha sostenuta.
3) Da appassionato di politica credo infine che la laicità sia una conseguneza necessaria ma non può essere un pre-requisito.
Il problema si scioglie come neve al sole quando il Dio Laico chiede l’amnistia per onorare il Papa defunto ed evidenzia il fatto che è il comportamento del politico che deve essere laico e non il suo credo (oltre ad evidenziare che Pannella è un discreto parac**o).
In Italia il problema della laicità non esiste. Le dichiarazioni di Ruini sono più seguite dai Rosapugnoni che dai fedeli Cattolici. Il condividerne alcune non è sinonimo di clericalismo. Cestinare etica e valori solo perchè riconducibili a fastidiosissime origini religiose è come tagliarsi il birillo per far dispetto alla moglie.
Preso atto di questo possiamo parlare d’altro ed affrontare i veri problemi di questo paese ad un passo dal fallimento?
Buona Vita!
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