dic 29 2007

Sull’inesorabile abbassamento della qualità /3

Il mio microscopio didattico, acquistato nel lontano 1984 quando avevo 9 anni, era di qualità: ottiche Zeiss (4X, 10X, 40X, 100X a immersione), struttura in metallo, allinemento perfetto, sistema di fochettarura, oculare 10X con zoom 2X, n° 4 vetrini preparati, n° 30 vetrini vuoti con 50 copri-oggetto, luce con 4 filtri colore, specchietto bifaccia per ulteriore fonte luminosa, strumenti per preparazione in metallo, campioni vari, coloranti etc…

Il tutto in una elegante valigetta in finta pelle con chiusura a scatto.

Il Babbo Natale che è passato a casa della suocera ha voluto regalare a mio figlio di 6 anni (sei) un microscopio didattico e in telescopio. Due oggetti che non ne facevano uno in termini di qualità, pur avendo speso la ragguardevole cifra di 120 osvaldi.

Nella scatole c’erano i numeri più allucinanti riferiti agli ingrandimenti (1200X, canocchiale, 57 pezzi, luce incorporata e bla bla bla).

Tutto in plastica, anche gli attrezzi, senza fochettatura, vetrini preparati male, allineamento a dir poco errato (sia per il telescopio che per il microscopio), impraticabilità degli ingrandimenti più alti a causa di lenti a dir poco scure, difficoltà d’uso e custodia inesistente. Mio figlio non ha potuto vedere niente.

Sono andato a cambiare i due regali per farne di due uno solo – di qualità mi dicevo – e non solo ho dovuto farci un bel po’ di giunta, ma anche prendere un oggetto (per carità, ottimo) nudo e crudo.

Il venditore, raccontandogli del mio microscopio, sconsolato mi ha detto:

sono venticinque anni che vendo questi prodotti, ed ogni anno peggiorano… è inesorabile.

Bisognerebbe chiedersi il perchè questi prodotti, che necessitano di qualità, siano così scadenti ora. NetSOS prova a dare una risposta per i prodotti tecnologici, voi ne avete qualcuna per il resto del ciarpame che ci vendono?


dic 26 2007

Sull’inesorabile abbassamento della qualità /2

SMS

Non ho il cellulare, ce l’ha mia moglie. Però questo non mi mette al riparo dai messaggini di Natale.

Anni fa, cinque o sei credo, è stato il momento dell’insuperato:

Sospesi i festeggiamenti per il Santo Natale in Vaticano per l’assenza del Cardinale Martini: no Martini, no party.

Che a pensarci bene faceva anche abbastanza ridere. Mi ricordo distintamente il momento in cui me l’hanno letto e sono scoppiato a ridere.

Ma l’abbassamento della qualità, inesorabile come il Natale, quest’anno è riuscito a sorprendermi con un patetico:

Luna d’argento con stelle dorate, gnomi folletti e fatine incantate, una pioggia d’auguri e risate vi sommerga in queste giornate.

E a seguire nome del mittente. Mi viene quasi da vomitare.
E il bello è che non t’arrivano una sola volta, ma 4 o 5. Come se dovessi studiarti la rima e ripeterla a tutto l’entourage di amicizie vestito da scolaretto.

Ma ci vuol tanto a scrivere un messaggio di Natale originale?

Chessò:

Anche quest’anno il fatturato della Vodafone cresce grazie alla mia dabbenaggine. Auguri digitali, Stefano.

Oppure, per gli amici pagani:

Buone Saturnali, ci vediamo all’orgia di venerdì. PS non mangiare troppo ché poi, come anno scorso, non ti si rizza.

O per l’amico ultra-cattolico:

Rinasce, come ogni anno, il Buon Gesù e non sei diventato un uomo migliore. Vergognati!

Ci voleva tanto?

ADDENDUM: giusto per confrontarci… vediamo chi ha ricevuto il più patetico.


lug 3 2007

Sull’inesorabile abbassamento della qualità

valvole.jpg

Premessina facile facile: non sono un audiofilo nel senso stretto della parola, ma ci tengo ad ascoltare la musica al meglio delle mie possibilità economiche.

Se da un lato trovo che l’avvento dell’mp3 sia stato una fonte inesauribile di ispirazione musicale e di progressione del gusto, altrettanto non posso dire della qualità d’ascolto.
Ci tengo non c’è niente da fare, preferisco i CD (che già sono una semplificazione, un campionamento, della realtà) e un buon impianto stereo possibilmente valvolare.
Per formazione e per abitudine non posso che guardare con sospetto, quindi, all’enorme diffusione di mp3 player. Aggravata dall’utilizzo scriteriato di cuffie da quattro soldi.
O peggio alle iniziative commerciali che addirittura pubblicano canzoni solo in mp3.

Guardandosi intorno, poi, ci si accorge che il viziaccio non è di pertinenza esclusiva musicale, purtroppo, ma ha contagiato tutti i settori dell’arte (in senso lato) che ha a che fare con il supporto digitale.
Ad esempio il cinema: quale minima soddisfazione si può mai mai ricavare, oltre ad un “io l’ho visto” con gli amici, nel guardare un film su un iPod (peggio ancora su un iPhone) o un lettore DVD portatile da massimo 6 pollici?

Dietro ad un arrangiamento o alla scelta di un suono o anche nella scelta di una gradazione di colore o di bianco e nero c’è una tensione artistica che è inseparabile dall’opera stessa.
Ci intendiamo?

La qualità, non è più scontata.
La qualità è diventata, in questi e altri settori, di fatto irraggiungibile. Vuoi per l’elevato prezzo ma più spesso per la nostra incapacità di riconoscere ciò che non è buono da ciò che è di moda.
L’inesorabile penetrazione di prodotti di scarso pregio nella nostra quotidianità mi rende molto triste sulla capacità di discernimento del nostro tempo.
Ci stiamo disabituando a vivere al meglio le nostre passioni.