lug 21 2008

Ancora sulle sagre

Ne scrissi ispirato molto tempo fa.

Ma ancora non riesco a capacitarmi come faccia ad esistere tanta gente che lavora e si fa un culo così per conservare lo status quo. E gratis, per dio.


set 1 2006

Fenomenologia della sagra /2

Leggo sul Giornale dell’Umbria di oggi, a pagina 8, che le sagre in Umbria ammontano a 202.

Nel solo territorio del comune di Perugia ammonterebbero a 57, numero che sale a 140 nell’intera provincia. Terni, dal suo canto, si ferma a 62 nell’intero territorio.

Non c’è male per una regione piccolina come la mia no?

Secondo l’articolo del suddetto quotidiano, il giro d’affari stimato per questo delirio collettivo è di circa 12 milioni di euro. Facendo il rapido conto della serva, si trova che una sagra ha un fatturato medio di circa 60.000 euro. A questi sessantamila vanno tolte tutte le spese che, sempre in media, ricoprono l’85-90% del fatturato.

Ora, considerato che:

le sagre si basano sulla partecipazione di bambini e ragazzi tolti alla cucitura di palloni per l’occasione;

che ci sono forti (e comprovati) problemi di igiene e che una lavanda gastrica allo stato costa;

che fondamentalmente non siamo davanti ad un fenomeno culturale legato al territorio, ma solo di costume mangereccio quando va bene;

Che le fanno a fare le sagre? Cioè voglio dire, ma sono produttive?

L’unica cosa positiva che posso imputare alle sagre è l’indotto che creano per i fornitori di materie prime. Che se ci penso bene viene azzerato dal danno economico che subiscono i ristoratori in quel periodo.

Nonostante la mia più completa e sincera avversione verso il fenomeno, voglio dare una soluzione: facciamo uscire dal mercato le sagre inutili, tipo quella “Del pesce di mare” (prodotto tipico umbro), o quella della “Nutella” perchè ci troviamo davanti ad un mercato saturo. Tipo quello delle uova. Guadagni ridottissimi, stessa identica offerta.

Fatene di meno, ci guadagnamo tutti.


giu 30 2006

Fenomenologia della sagra

L’estate è ufficialmente iniziata da tempo, e anche le temperature lo dimostrano. Il clima dell’Italia centrale si presta moltissimo ad un fenomeno che ha quasi dell’inverosimile per la sua diffusione e ripetitività:

LA SAGRA

La sagra è una festa popolare, di solito legata ad un prodotto o ad una rievocazione storica, che ormai imperversa nelle notti d’estate. Non essendoci nulla in TV e per dirla tutta checcefrega della TV d’estate, l’italiano medio si concede l’uscita serale sperando nel fresco e nel divertimento.

Illuso.

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